Il giardino degli orti

Partecipazione, autocostruzione, low cost, valorizzazione della vernacolarità

Il progetto, promosso dal Settore Qualità Urbana del Comune di Sesto San Giovanni e dalla Circoscrizione 5 in collaborazione con CS&L Consorzio Sociale in qualità di partner del Contratto di Quartiere Parpagliona, si è sviluppato a partire dalla necessità di operare, in relazione a una area verde di circa 10.000 quadrati, per la conciliazione tra gli interessi di due categorie di cittadini: anziani ortisti “spontanei” che chiedevano che l’attività ortistica nell’area venisse riconosciuta e legittimata; e cittadini che chiedevano invece lo sgombero degli orti e la realizzazione di un giardino pubblico. Il progetto si è dato perciò obiettivi di costruzione di ipotesi consensuali, rispettose delle diverse esigenze e storie personali, nonché di valorizzazione del ruolo dei cittadini. La logica assunta dal progetto è stata pertanto quella di un cammino a piccoli passi, attraverso il quale verranno affiancati agli orti esistenti - che verranno progressivamente ridotti di dimensione - degli spazi di giardino, appunto per creare un “giardino degli orti, di orti, tra gli orti”. Al contempo la mancanza di risorse economiche pubbliche, se non molto modeste, disponibili per la realizzazione, la volontà di coinvolgere in modo attivo ortisti e cittadini del quartiere, nonché quella di salvaguardare e valorizzare il carattere morfologico degli orti - il loro “linguaggio” formale - esaltandone la vernacolarità, hanno ispirato l’idea di un percorso di progettazione partecipata e autocostruzione “guidata” da professionisti, realizzata nell’ottica del low cost con materiali di recupero reperiti nell’area stessa dalla demolizione di alcune “baracche” presenti e degradate o non più utilizzate. Il percorso è realizzato con la collaborazione dell’arch. Gabriella Barbieri.

Participation, self-building, low cost, promotion of vernacular language

The project works for the reconciliation of the interests of two categories of citizens: elderly people who demanded that their unauthorized horticultural activity in the area was legitimised, and the citizens who demanded the eviction of the vegetable gardens and the creation of a public garden. The project has given the objective of constructing consensual hypothesis based by the different needs and personal stories, as well as to enhance the role of the citizen.
The logic employed by the project is a walk in small steps, through which will be joined to the existing vegetable gardens - which will be progressively reduced in size - a few of new garden common spaces.
The lack of public financial resources, the desire to actively involve elderly people and citizens, as well as to safeguard and to value the morphological character of spontaneous horticultural gardens (their vernacular language), have inspired the idea of a participatory planning and self-building realization guided by professionals, created in part with the low-cost recycled materials found in the same area from the demolition of some degraded shacks no longer used. The project is realized with the collaboration of the architect Gabriella Barbieri.

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